L’IPERCIFOSI

Dott. Matteo Pennisi

Medicina Ortopedica e Riabilitativa – Messina

La colonna vertebrale sul piano laterale presenta delle fisiologiche curve: la lordosi cervicale, la cifosi toracica, la lordosi lombare e la cifosi sacrale.

Un aumento della cifosi dorsale viene chiamato  durante la giovane età   dorso curvo giovanile o più precisamente ipercifosi.

Come per altre patologie vertebrali il momento più rischioso per l’instaurarsi di un dorso curvo è quello  della pubertà e  le fasi subito precedenti. Infatti   durante questi periodi  la colonna è più predisposta ad ammalarsi  a causa del rapido accrescimento cui è sottoposto l’organismo ed in conseguenza del quale spesso si può determinare una diminuzione della resistenza  biomeccanica dell’osso, con il rischio che lo stesso possa deformarsi con conseguente modificazione strutturale delle vertebre.

Tale cedimento nel caso della ipercifosi avviene nella parte anteriore del corpo vertebrale

Spesse volte lo specialista viene consultato da genitori preoccupati per aver notato una accentuazione delle curva del dorso accompagnata o meno al riscontro  di “scapole alate”. Questa evenienza tutt’altro che rara (circa il 20% degli adolescenti), frequentemente associata ad un fattore genetico familiare,  è dovuta ad un aumento della normale curvatura del tratto dorsale (chiamata cifosi) e si riscontra prevalentemente nel sesso maschile dopo gli 11 anni.

L’aumentata sedentarietà,  la sempre maggiore tendenza ad acquisire posture scorrette e prolungate in accentuata cifosi (utilizzo del computer, tablet, la posizione al banco di studio spesse volte non rispettante la necessaria ergonomia , etc.), contribuiscono all’incremento della cifosi dorsale, che tende quindi ad essere di sempre maggiore  riscontro.

L’ipercifosi può essere spesso soltanto la conseguenza di un semplice atteggiamento, ed in questo caso la colonna vertebrale del soggetto non va considerata come affetta da una vera malattia, trattandosi soltanto di un cattivo controllo posturale, facilmente e volontariamente correggibile, spesse volte aggravato da cattive posizioni, la sedentarietà, ed a volte da situazioni di introversione psicologica; il più delle volte questo meccanismo è collegato  ad una ipotonia muscolare dei muscoli erettori del tronco associata alla mancata acquisizione e controllo del corretto controllo posturale. La posizione del rachide è ancora ben correggibile attivamente, ma nonostante ciò il persistere nel tempo della posizione scorretta e dell’ipotono muscolare possono portare in alcuni casi ad un progressivo irrigidimento della curva con evoluzione verso la strutturazione.

Le posture scorrette in proiezione anteriore del capo come durante l’utilizzo del telefono cellulare comportano un aumento dei carichi sulla colonna e quindi possono giocare negativamente con un aumento delle tensioni muscolari e del peso che le vertebre debbono sopportare.

Anche le posizioni scorrette al banco di scuola, al posto di studio od anche da adulti al posto di lavoro giocano negativamente.

Alcune volte la deformità consiste in  una ipercifosi idiopatica il più delle volte non dolorosa che si aggrava e struttura progressivamente, in occasione della crescita pubertaria. Nel tempo la curva diventa rigida e non più correggibile volontariamente.

In altri casi invece l’ipercifosi è collegata ad una vera e propria patologia strutturata del rachide (in cui possono essere riconosciuti all’origine fattori genetici ) rappresentata da una accentuazione della curva, spesso dolorosa, che si aggrava e struttura progressivamente, (come la scoliosi idiopatica evolutiva) dovuta il più delle volte ad una deformazione del corpo vertebrale da alterazione dell’ossificazione terminale della struttura fibrillare della vertebra (questa malattia è chiamata distrofia rachidea di crescita o malattia di Scheuermann) con una prevalenza secondo alcuni studi del 4% nei maschi e del 2% nelle femmine.

Tae cedimento nel caso della ipercifosi avviene nella parte anteriore del corpo vertebrale e questa strutturazione si associa ad un irrigidimento della curva che diviene irriducibile attivamente.

In tutti e due i casi precedenti la curva diventa rigida e non più correggibile volontariamente.

Una cifosi superiore alla norma alterando la fisiologica biomeccanica della colonna sul piano laterale può generare un sovraccarico dovuto al necessario compenso del tratto cervicale con nel tempo un potenziale progressivo incremento dei fenomeni artrosico-degenerativi del tratto cervicale.

La ipercifosi toracica può tendere poi con l’avanzare dell’età ad aumentare in conseguenza della diminuzione della massa e della forza muscolari, della robustezza dell’osso, ed anche per  l’idebolimento del tessuto connettivo dei legamenti.

Nell’anziano una importante ipercifosi toracica può inoltre determinare una limitazione della capacità vitale polmonare, un aumentato rischio di cadute ed una diminuzione della qualità della vita.

Uno studio di Huang ed al. suggerisce come la posizione ipercifotica nelle donne anziane può rappresentare già di per sè un fattore di rischio importante per fratture future, indipendentemente dall’osteoporosi o da una pregressa storia di frattura.

VALUTAZIONE CLINICA E RADIOGRAFICA

Il valore radiografico della curva a livello del  tratto dorsale sul piano sagittale (misurato in angoli Cobb)  considerato fisiologico in quanto rilevato su campioni di popolazione normale varia dai  20-25 ai 40-45 gradi, per cui un aumento di questo ultimo valore  viene definito come ipercifosi.

Valore normale medio in angoli Cobb della cifosi dorsale

E’ molto importante riuscire a riconoscere e diagnosticare in tempo una eventuale patologia strutturata ipercifotica in modo da attuare un piano terapeutico efficace ed il  meno invasivo possibile in termini di tempo e sacrificio dell’adolescente.

Attraverso una attenta visita specialistica con il rilievo di alcune misure e l’esecuzione di specifiche manovre è possibile evidenziare precocemente i soggetti affetti da una ipercifosi e di distinguere quindi i semplici atteggiamenti posturali dalle patologie strutturate più complesse. Nei casi più gravi e selezionati, ove il pediatra di riferimento o lo specialista ne ravvedano la necessità è indicata l’esecuzione di un esame radiografico per valutare nel dettaglio, oltre al grado di gravità e la tipologia di curva, anche la presenza di eventuali cedimenti e deformità strutturate del corpo vertebrale, che se presenti cambiano anche radicalmente la prognosi e quindi tempi e modi delle eventuali terapie necessarie.

Recentemente si sono rese disponibili alcune nuove metodiche per l’analisi morfologica di superficie del dorso che naturalmente, non sostituiscono l’esame radiografico quando esso è indicato, ma da sole nei casi più semplici di atteggiamento posturale, od anche come supporto strumentale di complemento dopo l’esecuzione del controllo radiografico nelle situazioni più complesse, permettono di visualizzare e monitorizzare regolarmente la morfologia del tronco  in modo non invasivo diminuendo così la necessità di esami radiografici.

E’ possibile utilizzare esami non invasivi, come la Spinometria (Rasterstereografia) Formetric, per l’analisi e la monitorizzazione posturale nel tempo al fine di ridurre al minimo l’esecuzione di esami radiografici e di acquisire i dati utili per la modulazione della terapia.

Spinometria computerizzata Formetric (Rasterstereografia)

Nel caso di atteggiamento ipercifotico da alterato controllo posturale, in assenza di rigidità, sarà sufficiente un corretto programma di rieducazione motoria e rinforzo muscolare da svolgere sotto sorveglianza specialistica.

Esempi di alcuni esercizi per ipercifosi

IPERCIFOSI DORSALE PATOLOGICA

Mentre per incrementi modesti della cifosi le conseguenze riguardano soltanto l’aspetto estetico, certo da non trascurare, il pericolo comincia quando la curva, qualunque ne sia l’origine, arrivi a sorpassare i 50°-55°, creando così le condizioni di alterata biomeccanica per un sovraccarico di tutta la colonna, compreso il tratto cervicale che frequentemente può andare  incontro a serie problematiche degenerative e funzionali , ed anche ad una eventuale progressione  nell’età adulta ed ad una esagerata tensione della muscolatura preposta al mantenimento dell’assetto posturale , con tutte le conseguenze estetiche, funzionali, e dolorose che ciò comporta.

Il trattamento conservativo dell’ipercifosi di Scheuermann nella letteratura internazionale è generalmente considerato un approccio terapeutico efficace.

E’ consigliato quindi iniziare il trattamento conservativo prima che l’angolo di curvatura superi i 50°-55° in un adolescente in crescita.

Di fronte quindi ad una importante ipercifosi strutturata con rigidità e deformità dei corpi vertebrali, è necessario ricorrere, in aggiunta alla attività motoria adattata, ad esercizi  specifici e chinesiterapia, ad ulteriori terapie utilizzanti sistemi di sostegno e di correzione della colonna, come i corsetti ed i alcuni casi molto gravi e selezionati con apparecchi gessati. Nei casi più gravi nelle curve molto gravi e strutturate può essere presa in considerazione in casi molto selezionati anche la terapia chirurgica.

Risulta quindi evidente come una corretta sorveglianza nell’età dell’accrescimento permetta di identificare in fase iniziale i soggetti affetti da ipercifosi e di approntare in fase la più precoce possibile un programma terapeutico il più semplice e più facilmente tollerabile per il soggetto interessato, sia per le forme semplicemente posturali che per i casi più complessi ed avanzati, intervenendo quindi sulla corretta ergonomia scolastica, l’aggiustamento della postazione di studio, l’indicazione per l’attività sportiva effettuata o da effettuare, ed un programma di rieducazione motoria specifica.

Esempio di corsetto anticifosi

Rx della ipercifosi prima e durante l’inizio del trattamento in corsetto

Nel riscontro di quella minore percentuale di soggetti che, mostrando curve patologiche  strutturate, più accentuate ed a maggior rischio evolutivo  con un potenziale di progressivo aggravamento  delle problematiche collegate, sarà necessario predisporre un puntuale ed efficace trattamento con corsetti (scegliendo di volta in volta la tipologia di corsetto ed i tempi di utilizzo più adatti al singolo caso specifico) associato alla terapia riabilitativa specifica.

Risultato di grave ipercifosi trattata con trattamento ortopedico conservatore seguito da corsetto amovibile

Nell’adulto è importante in caso di riscontro di una importante ipercifosi, specie se sintomatica, un corretto approccio riabilitativo integrato che può comprendere la fisioterapia strumentale, quella manuale, la rieducazione motoria specifica ed anche in alcuni casi specifici e selezionati (camptocormia) l’uso di ortesi.

 

 

 

 

 

 

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