Da tanto tempo il rapporto tra gli sport (e tra questi la danza classica) e la scoliosi è oggetto di dibattito e confronto, ma ancora i dati ottenuti in molti casi non sono convergenti e condivisi.

In relazione a  questo argomento un  articolo scientifico pubblicato da Brooke Longworth ed altri autori  su Archives of Physical Medicine and Rehabilitation nel 2014 pone l’attenzione sul rapporto tra danza classica e scoliosi. In questo studio viene riportato  il riscontro di  una significativa associazione tra un maggior  riscontro ai test clinici di soggetti adolescenti con  scoliosi  e la pratica della danza.

Infatti i dati riportati dagli Autori evidenziano come il 30% degli adolescenti (età media 12 anni con un minimo di 9 anni ed un massimo di 16) esercitanti danza in questo studio  risulti positivo  ai test clinici per scoliosi  rispetto al 3% del gruppo di controllo.

Alla luce dei risultati di questo studio quindi  le danzatrici sembrano avere  circa 10  volte maggiori probabilità rispetto ai soggetti non praticanti danza della stessa età di riscontrare all’esame clinico una scoliosi idiopatica.

I dati mostrano inoltre una maggiore presenza  di ipermobilità (70%) nel gruppo di praticanti danza rispetto al gruppo di controllo (3%).

Gli autori concludono quindi che le danzatrici adolescenti sembrano correre un aumentato  rischio di sviluppare una scoliosi rispetto al gruppo di soggetti non praticanti danza della stessa età.

Altri lavori considerati nello studio in oggetto inoltre hanno riscontrato una elevata prevalenza di scoliosi idiopatica nei soggetti adulti di sesso femminile praticanti danza classica (dal 24% al 50%) rispetto ad una percentuale media nella popolazione standard australiana  compresa tra l’1,5% ed il 10%.

Anche in altri sport con caratteristiche simili alla danza, come ad esempio la ginnastica ritmica, è stata riportata in alcuni studi una incidenza di scoliosi di circa 10 volte superiore rispetto al gruppo di controllo di non praticanti quel genere di sport.

E’ prudente e consigliabile quindi che nei soggetti adolescenti che praticano regolarmente e con intensità  la danza venga effettuata una ancora più attenta sorveglianza della colonna rispetto alla popolazione praticante altre tipologie di  sport o attività, ed inoltre che venga fornita  agli insegnanti ed alle famiglie una accurata e puntuale informazione sulle problematiche connesse. In questo modo la pratica della danza, sport di grande importanza ed utilità posturale potrà essere serenamente svolto con grandi benefici per chi lo pratica.

E’ auspicabile inoltre, vista la rilevanza dell’argomento,  che ulteriori studi approfondiscano al meglio la eventuale interazione tra la scoliosi e la danza classica anche in relazione ai tempi e modalità di pratica della stessa.

-Brooke Longworth, BSc, Robyn Fary, PhD, Diana Hopper, PhD. From the School of Physiotherapy and Exercise Science, Curtin University, Perth, WA, Australia. Prevalence and Predictors of Adolescent Idiopathic Scoliosis in Adolescent Ballet Dancers – Archives of Physical Medicine and Rehabilitation 2014;95:1725-30

-Burwell RG, Dangerfield PH. The NOTOM hypothesis for idiopathic scoliosis: is it nullified by the delayed puberty of female rhythmic gymnasts and ballet dancers with scoliosis? – Stud Health Technol Inform 2002;91:12-4.

-Scoliosis. Perth (Western Australia): Child and Adolescent Health Service, Dept of Health, Government of Western Australia; 2011.

-Shannon TML:  Dynamic surface topography and its application to theevaluation of adolescent idiopathic scoliosis.- Oxford: Department of Computing, Oxford Brookes Univ; 2010.

 -Tanchev PI, Dzherov AD, Parushev AD, Dikov DM, Todorov MB.: Scoliosis in rhythmic gymnasts. Spine (Phila Pa 1976) 2000;25: 1367-72.

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